Eccomi qua, per il primo post dell’anno nuovo sul dominio nuovo. Giusto per segnalare che sono ancora vivo e che i lavori proseguono a ritmi come sempre molto lenti. Un sacco di cose sono ancora da sistemare (per esempio i link delle pagine in alto, che sono tutti rotti), ma il nuovo blog inizia a prendere forma. Alla vostra destra potete ammirare la barra laterale con i link degli amici di Via Pecchio: tra questi non posso esimermi dal ringraziare Vitolani e Pamelli che mi hanno aiutato nel trasloco. Sempre alla vostra destra potete trovare il megabottone del feed, anche lui in una nuova e più evoluta versione: iscrivetevi!
Tornando a parlare di cibo, nelle vacanze mi sono concesso un breve ma piacevolissimo soggiorno a Roma e ne ho approfittato per andare a caccia di gustosi pranzi e cene. Per togliermi l’imbarazzo e il rischio della scelta, mi sono affidato ad una fonte sicura: il Cavoletto di Bruxelles. E’ inutile dire che sono veramente contento di aver seguito i consigli: per la prima volta ho avuto il piacere di mangiare in un vero ristorante cinese e in una tradizionalissima trattoria romana dalla signora Ada.
Sempre la suddetta Cavoletto consiglia anche un kebab che pare essere davvero meritevole. Purtroppo questo non era sul mio itinerario, ma nelle vicinanze di Campo dei Fiori ne ho scoperto un altro che si è rivelato ottimo. Antipasti a base di cremine e falafel, kebab giganti con carne di manzo o di vitello che si collocano su un altro pianeta rispetto a quelli che ho potuto gustare qui a Pavia, “pane” appena fatto e non orridamente confezionato e scaldato a microonde. Insomma, ho fregato il Cavoletto: questo Kebab con la maiuscola è buono come il suo ed è anche in centro. Galvanizzato dalla scoperta torno a casa munito di bigliettino con l’indirizzo. Recupero il bigliettino per darvi le coordinate e scopro con sommo imbarazzo che le due facce riportano due indirizzi diversi: da una parte Via dei Cappellari, a due passi da Campo dei Fiori, dall’altra Via Augusto Valenziani, quella del Kebab del Cavoletto.
Che dire, non potevo certo pretendere di fare le scarpe al foodblog più famoso d’Italia, per giunta in casa sua…
Per non concludere il primo post di Via Pecchio 2.0 senza neanche una foto, vi illustro la differenza tra Milano (stazione di Rogoredo, in attesa dell’Eurostar per Roma)…
… e Roma, una mattina d’inverno
E’ universalmente noto che Milano offre un sacco di opportunità, ma secondo me non c’è paragone.




2 responses so far ↓
1 Gioti // Jan 18, 2008 at 11:12 am
Dilla tutta…in realta’ anche a Roma c’era il nebbione e il tempo uggioso e hai fotografato una cartolina!
See…magari….
2 Mo // Jan 18, 2008 at 11:19 am
Non c’è trucco non c’è inganno…
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